Rotaract Tivoli: non essere spettatori ma protagonisti del servizio

di: Massimo Petrocchi

Un nuovo anno sociale ha inizio e il Rotaract Club Tivoli non vuole farsi trovare impreparato.

Lo scorso 31 luglio, infatti, ha avuto luogo, presso il Kambrù Pub a Piazza delle Erbe, il primo aperitivo dell’Associazione dall’evocativo titolo: “Ouverture: il bello dell’incontrarsi”.

Davanti a una “platea” di oltre quaranta persone, il presidente Massimo Petrocchi ha ringraziato tutti i rotariani, rotaractiani e non rotaractiani intervenuti all’evento, soffermandosi soprattutto su quest’ultimi.

L’intera progettualità dell’anno venturo vedrà nei non rotaractiani, infatti, il fulcro del suo svolgimento poiché solo attraverso la condivisione degli obiettivi del Club con la Comunità tiburtina sarà possibile raggiungere i grandi traguardi che l’associazione si è prefissata.

In linea con quest’ultima considerazione è il motto sociale: “non essere spettatore, diventa esempio”, il cui significato va ricercato nell’idea secondo cui ogni persona nel suo piccolo può contribuire, grazie alla guida fornita da nobili ideali (quali sono quelli rotaractiani), a migliorare l’ambiente della propria comunità.

Nella seconda parte dell’intervento, grazie al prezioso contributo dell’Ing. Pier Paolo Masi, socio amico del Club, sono state descritte le finalità del progetto internazionale “adottiamo un bambino”, a cui è stato destinato il ricavato della raccolta fondi svolta con l’aperitivo.

Anche quest’anno, infatti, il Club proseguirà nell’adozione di Giovanni, un bambino congolese che sarà accompagnato durante tutti gli studi fino al conseguimento del Diploma di Maturità. L’obiettivo sarà quello di finanziare ulteriormente il fondo costituito lo scorso anno, fondo a cui attingere in caso di malattie o altre necessità.

Il piccolo è originario della provincia del Katanga, una delle zone più povere e isolate della Repubblica Democratica del Congo. L’attività sarà svolta dalla Commissione per la Comprensione Internazionale di Club a stretto contatto con  la Caritas Developpement Kongolo, tramite la ONLUS “Amici di Kongolo”, fondata da Padre Jean de Dieu, Viceparroco di Villanova, facente riferimento al Vescovo di Congolo.

Il leitmotiv del pomeriggio è stato un clima di assoluta semplicità e spensieratezza che testimonia una volontà di totale apertura del Rotaract Club Tivoli, pronto, dopo questo piacevole inizio, per cominciare l’anno sociale con tanto entusiasmo e voglia di fare ma soprattutto desiderio di coinvolgere quanti vorranno partecipare e non semplicemente assistere.

Torneo di Tennis del Rotary per il progetto Polio Plus

Martedì 10 giugno 2014 si è conclusa con la premiazione dei vincitori la quinta edizione del torneo di tennis del Rotary Club di Tivoli “Memorial Leandro e Meri Ciavarella” che comprendeva cinque categorie di gara: Maschile, Femminile, Maschile over 45, Doppio maschile e Doppio misto, per un totale di più di duecento partecipanti.
Alla presenza della presidente del Rotary, Anna Maria Mancia, dello staff dell’Empolum Sporting Club e della famiglia Ciavarella sono stati assegnati i premi. 

La presidente del Rotary ha ricordato lo scopo dell’iniziativa i cui proventi andranno a sostenere un importante progetto del Rotary International: la campagna "Polio Plus" che collaborando tra gli altri con l’Organizzazione Mondiale per la Sanità e la Bill e Melissa Gates Foundation è riuscita ad eradicare quasi completamente la piaga della poliomelite, vaccinando centinaia di migliaia di bambini in tutto il mondo.

Un vivo ringraziamento a quanti hanno collaborato e partecipato.

Una presentazione di Padre Scaringella, socio del Rotary Club di Tivoli

 

 

Stefano Scaringella: Il chirurgo della foresta è cappuccino


Grazie a  “Vocazioni.net”

Di: Padre Vito Magno

Trent’anni di missione in un ospedale a servizio di mezzo milione di persone nel cuore alla foresta del Madagascar, sono un’esperienza dura. Padre Stefano Scaringella, cappuccino e chirurgo, nato a Roma 63 anni fa, non pensa solo all’ospedale che ha fondato, ma anche allo sviluppo dell’economia locale. L’ultima sua iniziativa è il rimboscamento di un territorio completamento devastato dal fuoco.

Come è nata la sua vocazione di missionario?

Nella parrocchia Regina Pacis di Ostia Lido, negli anni sessanta. Il cappellano don Mario Pecchi dopo la messa portava noi chierichetti a vedere un film. Un giorno un frate cappuccino spagnolo proiettò un film sulle missioni, riguardava delle suore che curavano i lebbrosi. Tornato a casa dissi ai miei genitori che da grande avrei voluto fare il cappuccino e partire per l’Africa come medico. Nel 1973 sono diventato sacerdote cappuccino e nel 1980 sono partito come medico nel lebbrosario di Ambanja. In questa città dopo qualche tempo ho costruito un ospedale. Sono 30 anni che ormai mi trovo lì.

Dove si è specializzato?

Al Policlinico Gemelli in dermatologia. Poi in Africa, con l’aiuto dell’Università di Strasburgo, ho fatto il corso di chirurgia.

Dove si trova Ambanja?

 Nella provincia di Diegosoarez nel nord del Madagascar. Questa provincia è grande quanto il Lazio. Il capoluogo, Diegosoarez, è una città molto islamizzata, piena di moschee, sembra di essere in Arabia Saudita. Nel nostro territorio la religione è quella animista e quella islamica, poi veniamo noi cristiani che siamo intorno al 5% della popolazione totale. La nostra, comunque, è una presenza molto valida, sia perché abbiamo scuole e sia perché c’è questo ospedale che in 27 anni di esistenza ha fatto più di 50 mila interventi chirurgici. In questo momento siamo 4 medici che facciamo chirurgia.

 Ci sono altri ospedali nella regione?

Nella nostra zona non ci sono altri ospedali chirurgici. Siamo l’ospedale di riferimento anche secondo il Ministero della Sanità, per una popolazione di 500 mila abitanti. Una popolazione grande che vive di agricoltura e di pesca. Molte famiglie pescano, coltivano il riso, il mais, il cacao, il caffè, che sono colture che danno una piccola rendita, perché sul posto queste merci vengono pagate pochissimo. Noi però non siamo stati toccati dalla crisi, viviamo come vivevamo prima. La gente è povera, ma si sopravvive.

Mi parli dell’ospedale!

L’ospedale è della missione. L’ho fatto con i soldi che avevo quando sono partito per il Madagascar. Pian pianino è cresciuto e adesso ci sono delle fondazioni che ci seguono, perché è un ospedale che costa molto: spendiamo un milione di euro all’anno.

 Che malattie cura l’ospedale?

È un ospedale prettamente chirurgico. Facciamo chirurgia di tutti i tipi: interventi ortopedici, ginecologici, ecc. Come medicina curiamo solo i bambini.

 Non c’è la lebbra?

Sì, abbiamo il lebbrosario. Però la lebbra è diventata una cosa endemica, ci sono in tutto 5 o 6 casi all’anno ed è per questo che nel villaggio dei lebbrosi adesso curiamo soprattutto i malati di tubercolosi. Il nostro lebbrosario nella sua storia ha curato più di 6 mila malati di lebbra. Lo sforzo è stato molto produttivo perché la lebbra si è ridotta, anche perché sono migliorate le condizioni igieniche. Abbiamo, inoltre, due unità mobili che vanno in 12 villaggi, per una popolazione di circa 80 mila abitanti. Una unità cura le donne incinte, e oltre la parte medica facciamo anche istruzione sanitaria per evitare gli aborti e le gravidanze precoci. Inoltre educhiamo le mamme a sapersi comportare di fronte a una malattia del loro bambino. L’altra unità va nelle scuole e curare i denti dei bambini e insegnare loro l’igiene della bocca.

La sua comunità di quanti cappuccini è composta?

Siamo in sei; tre lavorano in ospedale, uno lavora nel lebbrosario, uno presso “Radio don Bosco”, che è la radio diocesana, e l’al tro fa il cappellano nelle carceri.

La vostra attività è una presenza accettata dagli islamici e dagli appartenenti alle altre religioni?

Sì. Bisogna dire che in Madagascar niente è estremizzato, niente è fanatico. È gente molto ragionevole. Poi, con questo fatto dell’ospedale, tutti ci guardano con simpatia.

A parte la competenza medica, qual è il suo ruolo?

F accio il chirurgo e poi ho anche la responsabilità di far vivere l’ospedale. Mantengo le relazioni con l’estero e i rapporti con le persone che ci aiutano.

Attualmente quanti pazienti ha in cura?

Abbiamo 100 posti letto. Visitiamo in un anno 10 mila malati, di questi 3 mila circa vengono operati. Abbiamo anche una particolare specializzazione: la chirurgia degli occhi. Altri servizi sono: radiologia, laboratorio analisi e una piccola farmacia.

 Il Madagascar quanti abitanti fa?

Circa 22 milioni su una superficie due volte l’Italia. È una grossa isola. 

Voi cappuccini siete presenti anche in altre parti del Madagascr?

Abbiamo la provincia proprio del Madacascar, che comprende 180 cappuccini sparsi un po’ dappertutto.

Qual è la situazione generale del Madagascar?

Nel 2009 c’è stato un Colpo di Stato a seguito di un sollevamento popolare. Il presidente dell’epoca fu costretto ad andare via. Per il momento abbiamo al potere una entità di transizione, vale a dire un nucleo di persone che devono preparare il Paese alle elezioni per formare un nuovo governo.

Di che altro si occupa?

Oltre all’ospedale abbiamo altre opere; la scuola di infermieri, una casa di accoglienza per le bambine, le già citate unità mobili che vanno nei villaggi, e dallo scorso anno stiamo attuando un progetto agricolo per fare 1500 ettari di bosco e aiutare i contadini a coltivare il riso, a migliorare le produzioni e introdurre altre colture, come quelle del mais e della manioca.

I giovani dell'Interact per il CIS

 

Il 12 Giugno 2014 alle ore 18 presso i locali del Centro Integrazione Sociale o CIS che opera per l'integrazione delle persone portatrici di handicap all’interno della Villa Braschi, alla presenza del presidente del CIS e della presidente del Rotary, i ragazzi dell'Interact hanno consegnato ed inaugurato una cucina per completare l'allestimento della sala ricreativa. 

 

I fondi sono stati reperiti con i proventi delle attività dell'Interact che raccoglie ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni che, sotto la guida del Rotary e dei suoi principi, vogliono sperimentare insieme le prime esperienze di aggregazione volta al servizio della comunità. 

I ragazzi si sono poi intrattenuti con gli ospiti del centro che li hanno accolti con quella gioia sincera e disinteressata che è la migliore soddisfazione per il lavoro svolto. 

CONCORSO FOTOGRAFICO

ROTARY INTERNATIONAL Distretto 2080 - ROTARY CLUB TIVOLI

CONCORSO FOTOGRAFICO

"PAESAGGI TIBURTINI"

Il Rotary Club di Tivoli indice il concorso fotografico dal titolo "PAESAGGI TIBURTINI" volto a cogliere,

attraverso lo sguardo creativo dei partecipanti, le peculiarità paesaggistiche del territorio tiburtino.

Obiettivo del concorso è quello di rileggere in chiave attuale gli elementi paesaggistici che hanno fatto del

territorio tiburtino un ambito luogo di villeggiatura ai tempi della Roma imperiale, ma anche luogo di

attrazione nei secoli successivi quando era una meta irrinunciabile per i viaggiatori del “Gran Tour”

La partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta ai singoli studenti o alle classi delle scuole secondarie

di I e II grado del territorio tiburtino e dei comuni confinanti. Per i giovani di età inferiore ai 18 anni,

qualora partecipanti singolarmente, è richiesta la liberatoria firmata dal genitore o dell’esercente la potestà

genitoriale.

REGOLAMENTO

Art. 1- concorso è articolato in sei aree tematiche:
- le prime tre per studenti delle scuole secondarie di II grado
- le ultime tre per studenti delle scuole secondarie di I grado.

 

 

PAESAGGIO ANTICO

 

Pochi territori come quello tiburtino hanno goduto di così nobili trascorsi; seppur ormai assorbiti dalle

trasformazioni avvenute durante i secoli, le indiscutibili emergenze costituite dalla Villa Adriana, dal

santuario di Ercole Vincitore, dai templi affacciati sulla rupe tiburtina, rendono conto dello

splendore e della stratificazione storica che caratterizza quest'area.

Si tratta di complessi monumentali che, insieme agli altri sparsi sul territorio (acquedotti, ponte Lupo, il

tempio della tosse, etc.), appartengono al paesaggio e sono essi stessi brani di paesaggio, rappresentati

ed esportati in tutto il mondo grazie ai disegni e di tanti artisti viaggiatori. La stessa Villa Adriana, fu concepita come summa dei paesaggi visitati dall'imperatore e può essere letta come un sublime omaggio al ricordo di questi viaggi, divenendo essa stessa la rappresentazione di un paesaggio dell'anima.
Suggerimenti: monumenti antichi, lacerti di ruderi riutilizzati, associazione di campagna e ruderi, turisti

in visita, la vegetazione compenetrata nelle architetture antiche, i monumenti violati o ignorati (sepolcro

dei Plauzi), etc.

 

IL PAESAGGIO DELL’ACQUA

 

Le caratteristiche geomorfologiche del territorio tiburtino ed il suo regime delle acque, hanno dato vita

ad un paesaggio del tutto straordinario, noto per le innumerevoli rappresentazioni veicolate in tutto il

mondo dalla straordinarietà della cascata scomparsa con la realizzazione dei cunicoli

gregoriani e dalle mille cascatelle affioranti sul fronte settentrionale della città. Si può dire che l'acqua

rappresenti l'elemento generatore di questo territorio, inteso come rapporto tra la comunità ed il fiume.

L'acqua delle cascate ancora presenti, l'acqua all'origine delle straordinarie architetture create nei

secoli: le terme romane, le architetture del Pecile, del Canopo o la casa del teatro marittimo di Villa

Adriana; più tardi, nel Cinquecento, il trionfo dell'acqua nella Villa, vera dedica a questo

elemento. Oggi le moderne terme perpetuano l'idea dell'acqua come elemento ludico e di benessere.

L'acqua ha costituito anche la principale fonte dello sviluppo territoriale; grazie alla presenza dell'acqua

ed alla forza motrice generata, da sempre si sono sviluppate industrie ed attività produttive. Oggi molte

di queste strutture di archeologia industriale sono abbandonate, creando una corona di edifici intorno

alla città che costituisce a sua volta un paesaggio da rivalutare, da riutilizzare.

Suggerimenti: cascata, cascatelle, il fiume Aniene, i ponti, gli acquedotti antichi, le centrali moderne, i

paesaggi creati le fontane, le architetture nei monumenti, Villa ld’Este le statue

dei fiumi, l'archeologia industriale legata all’acqua, le terme Acque Albule e le loro sorgenti.

IL PAESAGGIO DELLA PIETRA

Un ruolo importante ha giocato nella storia di questi luoghi la presenza delle cave di travertino. Già utilizzate in epoca romana, poi ripresa l'estrazione nel Rinascimento, le cave hanno prodotto un paesaggio in continua trasformazione che crea situazioni e contesti del tutto particolari. Nell’area, destinata a riserva di caccia qualche secolo fa, l’apertura di profonde cave ha creato un paesaggio "lunare", con il fondo delle cave spesso interessato dalla riemersione delle acque sulfuree che originano cromatismi e condizioni di luce del tutto particolari, accompagnata in primavera da vegetazione cespugliosa nelle aree di reinterro.
Suggerimenti: le cave, la lavorazione del travertino, le cave in disuso, la commistione di agricoltura e attività estrattive, le cave sommerse, le opere in travertino, il travertino a Tivoli, particolari paesaggi nell’area delle cave, come il montarozzo del Barco, il casale del Barco, etc.

IL PAESAGGIO AGRARIO

La pesante attività edificatoria degli ultimi anni non ha fortunatamente cancellato tutta la bellezza del paesaggio tiburtino, che presenta caratteristiche molto diverse nella zona collinare rispetto alla piana Quasi sparite le piccole fattorie, sono ancora rintracciabili esempi di edilizia rurale, a volte ancora immersi negli uliveti o in prossimità di vigne. L'olivo e la vite sono infatti le coltivazioni che più hanno creato il paesaggio agrario nell'area, coltivazioni che risalgono entrambe all’epoca antica. I pittori dell’Ottocento in particolare, come Carlandi, Roesler Franz, Edoardo Tani, hanno riservato grande attenzione a questo paesaggio.
Suggerimenti: aree agricole, oliveti, gli olivi storici, le architetture verdi, le architetture agricole, l’uva di Tivoli, il disegno delle colture, colori delle stagioni in campagna, prodotti della terra, gli agricoltori, etc.

 

IL PAESAGGIO ANTROPIZZATO

 

L'agglomerato urbano è la forma prescelta dagli uomini per costituire una società organizzata. La città di

 Tivoli, con le sue trasformazioni, porta in sé la storia delle comunità che abitata nei secoli. La

commistione tra la città antica, quella medioevale, le trasformazioni rinascimentali e poi più tarde,

hanno prodotto un risultato che è la stratificazione dei periodi precedenti. Saper cogliere "la storia"

scritta nella materia viva della città, vuol dire riconoscere l'appartenenza a questo territorio come segno

di identità.

Suggerimenti: scorci cittadini, la città vissuta dai bambini, la città della festa, a passeggio in città, i

monumenti cittadini, le piazze luogo d'incontro, i vecchi negozi, le scalinate, curiosità nelle architetture,

portali e finestre "parlanti", la città dall’alto, la città dimenticata, etc.

 

IL PAESAGGIO "SBAGLIATO"

 

Il termine "paesaggioJ” non è riservato solo alle belle vedute o agli scorci panoramici. Anche le

costruzioni abusive, le strade ingombre di automobili, la cementificazione delle aree verdi produce

paesaggio; un paesaggio da recuperare e da trasformare.

Ognuno può decidere in che cosa si concretizza un brutto paesaggio, un paesaggio sbagliato, sul quale

intervenire per recuperare quelle qualità che lo rendano degno di costituire il teatro entro il quale si

svolge la nostra vita.

Suggerimenti: edifici vecchi e malandati, disordine urbano, la città invasa dalle automobili e sottratta

alle persone, aree abbandonate, palazzi e edifici brutti, quartieri inospitali, le barriere architettoniche, la

città sottratta dai cantieri, aspetti della socialità urbana che possono respingere le persone, pubblicità e

cartelli invadenti, etc.

 

Art. 2 - Ogni partecipante al concorso dovrà scegliere un tema paesaggistico da affrontare e potrà

presentare un massimo di tre fotografie con soggetto coerente con il tema scelto. Lo svolgimento è libero e

la scelta di ritrarre elementi naturali o manufatti dell'uomo o viste d'insieme identificative e

rappresentative del tema paesaggistico scelto, è a discrezione libera degli autori che potranno operare

secondo la loro sensibilità in merito ai temi scelti.

Art. 3 - Gli elementi ritratti dovranno essere situati solo del Comune di Tivoli e dei comuni

confinanti. La commissione giudicatrice si riserva la possibilità di chiedere la verifica del luogo in cui sono

state scattate le foto.

Art. 4 - Per ogni foto dovrà essere indicato con precisione il luogo da cui è stato realizzato lo scatto, il nome

di chi ha effettuato lo scatto e il titolo della foto.

Art. 5 - Sono ammesse stampe a colori e in bianco e nero, di dimensioni 20x30. Non sono ammessi

fotomontaggi e foto ritoccate, manipolate, con scritte sovraimpresse o con altri tipi di addizioni. Sono

escluse le opere presentate sotto forma di diapositive. Non è possibile partecipare con fotografie che siano

già state segnalate risultate vincitrici in altri concorsi.

Art. 6 - L'autore, partecipando al concorso, garantisce che l'opera stessa è di sua esclusiva proprietà di cui

possiede interamente i diritti e di cui è personalmente responsabile circa i contenuti, sollevando gli

organizzatori da ogni responsabilità; egli rinuncia inoltre al diritto economico dell'autore ed assicura di

aver ottenuto il rilascio delle adeguate liberatorie dalle persone ritratte, qualora ciò fosse necessario.

Art. 7 - Le fotografie non verranno restituite e resteranno, a titolo gratuito e a tempo indeterminato, di

proprietà del Rotary Club di che potrà utilizzarle per scopi didattici o per eventuali pubblicazioni o

mostre, citandone comunque sempre I'autore.

Art. 8-  Le fotografie, con scritto sul retro solo il titolo l'autore e indicazione della scuola e della

classe, unitamente con la scheda di iscrizione, compilata in ogni sua parte, andranno inserite in una busta

chiusa, che deve essere consegnata o spedita in un plico chiuso entro e non oltre il 15 aprile 2014, al

seguente indirizzo:

 

Rotary Club

Piazzale delle Nazioni Unite 19

00019 (RM). Per le spedizioni postali fa fede il timbro di spedizione.

 

Art. 9 - L'organizzazione si riserva il diritto di apportare eventuali modifiche al presente regolamento in relazione ad insorte necessità. Le modifiche stesse verranno comunicate ai partecipanti. Gli organizzatori pur garantendo la massima cura delle opere declinano ogni responsabilità per furti, smarrimento e danni di qualsiasi genere che potrebbero verificarsi.

Art. 10 - Con una selezione delle opere pervenute sarà allestita una mostra fotografica che sarà visibile al

pubblico presso la Villa d’Este a Tivoli dal 24-05-2014, giorno dell'inaugurazione, presumibilmente fino al 07-06-2014

La premiazione avverrà nella giornata di inaugurazione della mostra. I vincitori del concorso

riceveranno apposita comunicazione via e-mail.

Art. 11- La commissione giudicatrice sarà composta da tre membri, tra cui il Presidente del Rotary club di Tivoli

e gli altri scelti tra i più qualificati o professionisti del settore fotografico o artistico.

I criteri di valutazione terranno conto del soggetto, della creatività, della qualità e della tecnica fotografica e

della coerenza con il tema scelto. parere della giuria sull'esito del concorso sarà insindacabile. La giuria

inoltre, in qualsiasi momento, anche dopo la pubblicazione della graduatoria, se dovesse riscontrare la non

corrispondenza delle disposizioni del seguente regolamento, potrà escludere la foto che abbiano violato le

disposizioni.

Art. 12 -Per ogni tema proposto saranno messi a disposizione i seguenti premi:

1° premio - 200 + targa

premio - targa

La Giuria del concorso di riserva di assegnare ulteriori Premi Speciali.
Ad ogni partecipante potrà essere assegnato un solo premio. Inoltre ad ogni classe partecipante verrà donato un attestato di partecipazione.

Art. 13-  I premi dovranno essere ritirati solo ed esclusivamente dal vincitore. Eventuali deleghe al ritiro

dovranno essere comunicate e motivate in anticipo al Rotary Club che si riserva di valutare la

motivazione.

Per maggiori informazioni contattare il seguente riferimento:

Pietro Conversi 329 6261756, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.