Conviviale del 17 dicembre 2016: gli auguri natalizi

di: Carlo Conversi

In conclusione dell’anno solare non poteva mancare la serata degli auguri natalizi che già da molti anni si tiene al Villaggio Don Bosco per permettere una raccolta di fondi in favore dei ragazzi ospiti di Don Benedetto. È una rara occasione conviviale di sereno divertimento che i soci stessi hanno creato arricchendola con proprie esibizioni musicali, canore, e questa volta anche teatrali, inedite e sorprendenti per i talenti manifestatisi; inutile sottolineare gli applausi raccolti. Come in passato è stato determinante il ruolo delle signore nell’allestire lo splendido presepe, lo scintillente addobbo della sala e prima ancora un accurato programma comprendente anche una sontuosa riffa finale; decine i premi importanti messi in palio con il contributo di soci donatori e di sponsor che qui il club intende ringraziare: i ristoranti Sibilla, Belle Epoque, Viva l’Oste, Planet, l’Ape 50, Rosolina, le oreficerie Raggi d’Oro e la Sfinge, i negozi Galleria ’90, Agenzia Sibilla Viaggi, Gruppo Satur, Forno Zampaglioni, Libreria Meschini, Tessuti Ciavarella, Farmacia Buon Consiglio, Arredi Lilli, Ottica Manrico Berti e Raffaele Berti, Photo Express, L’Archetto e Libreria Villa d’Este.

Un grazie speciale a tutti gli amici che hanno voluto essere con noi in questo importante momento di fraternità e solidarietà

 

Conviviale del 15 Dicembre 2016: Assemblea Elettiva

Questa conviviale ha segnato un momento molto importante per la vita del Club, perché l'assemblea dei soci è stata dedicata alle elezioni di cariche sociali per affiancare alla presidenza dell'Avv. Alessandro Mattoni per l'anno 2017/2018 un direttivo insieme al quale portare avanti le attività e gli eventi del prossimo anno rotariano.
La serata è stata tanto più importante in quanto ha visto anche la proclamazione dei 
 due successivi futuri presidenti: l'ing Piero Sirini per l’anno 2018/19 e l'ing. Pietro Conversi per l’anno 2019/20.

Ricordando che la continuità è la chiave della progettualità rotariana, ringraziamo i futuri presidenti per il  loro impegno al servizio del Club e della comunità. 

17 novembre 2016: conviviale sulla storia di un generale e di una portaerei "scomparsa"

di: Carlo Conversi

 

Nei mesi scorsi è stato pubblicato un libro particolarmente interessante fin dal titolo, “La portaerei scomparsa del Generale Bonfiglietti” (ed. Jouvence), perché racconta la figura e la carriera di un tiburtino illustre, ma ignoto ai più, che nei primi decenni del secolo scorso arrivò ai vertici dell’allora Regia Marina Militare.

Gli autori, Filippo Bonfiglietti jr. e Michele Cosentino, intervenuti in una conviviale del Rotary Club di Tivoli, hanno presentato la loro opera che ricorda la nostra storia politica e militare vissuta e testimoniata dal Generale Bonfiglietti nel periodo tra la fine dell’800 all’inizio degli anni ‘30.

La figura del Generale Filippo Bonfiglietti, nato a Tivoli l’otto gennaio del 1868 e venuto a mancare il 17 dicembre 1939, è quella di un uomo dotato di acuta intelligenza, studioso con una predilezione per la matematica e le materie tecniche, disegnatore e pittore, con un carattere comunicativo ed una spiccata attitudine alla scrittura.

Merita quindi ricordare i momenti più importanti di una carriera vissuta durante un periodo storico di eccezionali eventi politici e militari.

Laureatosi a Roma in ingegneria civile a pieni voti, decise di profittare di un bando del Genio Navale che offriva studi gratuiti a coloro, anche laureati civili, che volessero dedicarsi all’ingegneria navale per una carriera che all’epoca apriva ampie possibilità di conquistare notorietà e prestigio.

Entrato dunque nella Regia Marina Militare nel 1892, conseguì in due anni anche la laurea in ingegneria navale e meccanica e dopo un lungo tirocinio sul mare arrivò a incarichi di progettazione e realizzazione di nuove unità nei cantieri navali militari.

Arrivarono anche esperienze all’estero, poi la docenza presso la Scuola Superiore Navale con l’affidamento della Cattedra di Costruzioni Navali Militari.

L’ultimo e più importante progetto al quale dedicò due anni di lavoro fu quello della prima portaerei italiana che dà il titolo al libro. Era il 1929 ed era noto che le marine americane, inglesi e giapponesi stavano già costruendo quel tipo di navi, l’importanza delle quali si vide dopo dieci anni nella seconda guerra mondiale.

Essendone l’Italia priva, il progetto del Generale Bonfiglietti era quanto mai attuale, ma le decisioni politiche per finanziarne la costruzione furono negative per motivi di scelte strategiche.

Infatti in quel momento storico il Governo riteneva che gli interessi geopolitici italiani, limitati al bacino del Mediterraneo, fossero sufficientemente tutelati dall’arma aeronautica dato che gli aerei, da basi sulla penisola, potevano raggiungere ogni angolo del “mare nostrum” senza bisogno di portaerei.

Inoltre i finanziamenti richiesti per l’aeronautica sarebbero stati meno gravosi rispetto ai costi di una grande nave; alla fine fu l’opposizione di Italo Balbo, allora Ministro dell’Aeronautica, che decretò l’abbandono del progetto.

Soltanto a guerra iniziata si comprese l’errore strategico pagato dalle disfatte della nostra marina nelle battaglie navali sul Mediterraneo.

Tutta la mole degli incartamenti, disegni, calcoli e via dicendo restarono nelle mani del progettista, ma solo in anni recenti la famiglia ha reso pubblica la storia della portaerei scomparsa.

Ringraziamo i relatori per questa avvincente storia del nostro passato


Conviviale del 1 dicembre 2016: la fotosintesi inversa scoperta da un tiburtino

di Carlo Conversi

 

È stata questa una conviviale nella quale  uno dei nostri giovani brillanti ricercatori, il tiburtino di origine David Cannella, ha voluto illustrare al club una sua scoperta che ha avuto già grandissimo risalto nel mondo scientifico.

La ricerca di David si è sviluppata tutta in Danimarca, a Copenhagen nota come la Silicon Valley europea, dove si è stabilito dopo gli studi in Italia beneficiando di una ricca borsa di studio pubblica con la quale insieme a un gruppo di altri studiosi di vari paesi ha potuto condurre serenamente i suoi esperimenti fino ai recenti successi. Il nome della scoperta è “la rivoluzione della fotosintesi inversa”.

La scoperta del meccanismo della fotosintesi inversa potrà consentire in un futuro non troppo lontano di produrre in modo rapido ed efficiente biocarburanti e non solo. Nel processo tradizionale di produzione dei biocarburanti lo scarto agricolo non commestibile viene trasformato in zucchero e poi fermentato attraverso enzimi derivanti da funghi che ne consentono la trasformazione fino al biocarburante. Grazie a una intuizione del ricercatore si è osservato che l’energia del sole riesce a ridurre in modo drastico i tempi necessari al procedimento. Al contrario di quanto avviene nella fotosintesi clorofilliana, in cui si creano ossigeno e cellulosa, in quella inversa l’energia solare e l’ossigeno consentono di trasformare la cellulosa degli scarti in zuccheri che poi diventano carburante. La grande svolta però è proprio nella velocità del processo rispetto al passato.

«Questo sistema consente di produrre benzina a zero inquinamento con prodotti interamente di origine biologica, chiarisce Cannella. E, grazie alla scoperta, la tempistica si è ridotta di molto: il processo che prima richiedeva un giorno si può concludere in una decina di minuti».

Gli interessi che ruotano sul tema fanno prevedere che sentiremo ancora il nome di questo scienziato nostro concittadino. 

Conviviale del 3 novembre 2016: l'Effettivo relatore l'Ing Catello Masullo

 

Giovedì 3 novembre, in sede, il Club di Tivoli  ha accolto il relatore Ing. Catello Masullo, responsabile dell'effettivo distrettuale,  che ci ha parlato della importanza di aumentare il numero di soci rotazioni come indicato dal Presidente Internazionale John F. GERM. L'argomento trattato ha toccato la problematica riguardante un maggiore coinvolgimento dei giovani e l'importanze della progettualità, ma anche la necessità di un coinvolgimento sempre maggiore e sempre più aderente ai valori dei quali il Rotary International si fa portavoce su scala mondiale. 
Il service inteso come collaborazione tra i soci impegnando le proprie risorse umane e professionali rimane sempre il perno fondante della nostra associazione.
Il Club ringrazia il relatore ed i soci tutti che negli anni non hanno fatto mancare il loro impegno.