Giovedì 9 novembre 2017: Conviviale con Gianluigi Picchi sul mondo dell’automobilismo.

Gian Luigi Picchi, per lunghi anni rotariano, nasce a Tivoli fino dal 1963 inizia la sua attività agonistica nel mondo dei motori con il kart fino a pilotare monoposto di F2. Vincitore di due campionati italiani e di uno europeo è stato pilota ufficiale di tre case costruttrici automobilistiche ed il primo ragazzo italiano che veniva dal karting ad aggiudicarsi un titolo in automobilismo nel 1968.

Il suo Curriculum sportivo spazia dal 1963 al 1971, è stato campione italiano F850 ed F3, Vice Campione Europeo Turismo II divisione e Campione europeo Turismo Prima Divisione come pilota ufficiale Alfa Romeo Autodelta, nel 1969  è stato insignito di Medaglia di Bronzo al Valore atletico dal Coni.

In carriera ha vinto 42 gare in kart e 34 in automobilismo. Ha vinto a Vallelunga, Monza, Salisburgo, Brno, Paul Ricard, Zandvoort, Jarama,  Imola, Nurburgring da 22km.

Episodicamente chiamato a pilotare dopo aver abbandonato il professionismo ha guidato e vinto con Lancia Delta Integrale, Ferrari GTO, BMW M5.

Attualmente corre come pilota ufficiale della Scuderia del Portello, emanazione del gruppo FCA, con Alfa Romeo Storiche, ha corso ultimamente al Nurburgring da 22km, Monza, Barcellona, Vallelunga.

Autore di due libri, "Motori & Massoneria" e "I miei anni in Autodelta", la squadra corse ufficiale Alfa Romeo.

Parlandoci della sua esperienza professionale ed esistenziale ha sottolineato la fondamentale importanza dell’esercizio dell’autocontrollo e della disciplina che possono trasformare la mente umana in un potente strumento per realizzare e promuovere l’apertura ad ogni aspetto della vita e comportamento che favoriscano il miglioramento di se stessi e la conseguente apertura verso gli altri in un percorso di condivisione che può e deve essere trasmesso anche alle generazioni future.

Giovedì 26 ottobre 2017: Assemblea di Club e Conviviale sul Bilancio

La Conviviale di ottobre ha visto i soci del Rotary Club di Tivoli riunirsi in Assemblea per esaminare e deliberare sul bilancio consuntivo dell’anno passato e su quello preventivo dell’anno in corso.


Questo importante passaggio permette di gestire i fondi dedicati al finanziamento dei numerosi progetti di Club in modo collegiale, per garantire non solo la massima trasparenza, ma anche la migliore ottimizzazione delle risorse grazie alla sinergia tra competenze professionali e condivisione di idee e proposte.

Giovedì 28 settembre 2017: Conviviale dedicata alla quinta via Rotariana; Rotaract ed Interact

In questa Conviviale dedicata all’Azione Giovani, una delle linee programmatiche più importanti dell’anno, la Presidentessa del Rotaract Elisa Donisi ed il Presidente dell’Interact Alberto Ozot, accompagnati da una rappresentanza dei loro soci, ci hanno raccontato le loro esperienze e presentato i loro programmi.
Elisa Donisi, per il Rotaract, ha esordito con il primo progetto già portato a termine con un’apericena di raccolta fondi per contribuire a dotare la Protezione Civile di Tivoli di un mezzo antincendio di nuova concezione che si contraddistingue per la sua efficienza e versatilità.
L’iniziativa, coronata dal grande successo di oltre cento partecipanti, ivi inclusi membri dell’Interact, del Rotary Padrino, e di Rotaractiani del Distretto e di altri Clubs, ha permesso di esporre e spiegare ai numerosi intervenuti, grazie all’intervento di un rappresentante della Protezione Civile, sia la natura del progetto sia l’importanza dello stesso per fronteggiare sempre meglio le gravi emergenze create dagli incendi.
Il Rotaract ha anche in programma un “Progetto Cardio” volto a posizionare un defibrillatore nella zona centrale della città di Tivoli, formando anche operatori che possano all’occorrenza utilizzarlo.

Alberto Ozot, per l’Interact, ci ha descritto il “Progetto Logo” dedicato agli alunni licei tiburtini, i quali potranno, rispondendo ad un apposito bando, elaborare un logo per il Club.

I migliori elaborati verranno premiati con dei buoni acquisto per materiale didattico e libri.
Si stanno anche prendendo contatti con il Banco Alimentare per organizzare una raccolta di beni di prima necessità anche a Tivoli.
Il Presidente e la socia Cecilia Conversi, hanno poi raccontato l’esperienza formativa avuta grazie allo scambio giovani che ha visto riuniti ragazzi di varie nazionalità impegnati in un arricchimento personale favorito e promosso dal mutuo scambio culturale e dalla condivisione dei valori di amicizia e di servizio.
Grazie ai nostri giovani.

Giovedì 12 ottobre 2017: Comviviale sul tema del paradosso dell'attore.

In ognuno di noi c’è un attore, ma un attore è colui che sa interpretare ogni altro: questo uno dei paradossi che hanno visto l’avvocato Alessandro Coccoli, per passione attore,  proporre ai rotariani come relatore, sia riflessioni sulla valenza dell’interpretazione che esempi della versatilità della lingua che può offrirci sempre nuovi e sorprendenti scorci da cui cogliere la poliedricità del reale ed anche dell’immaginario.
Protagonista dei testi proposti, lo scrittore Achille Campanile, del quale il rel-attore ci ha proposto il monologo: “La quercia del Tasso” interpretato in una grande prova attoriale.
Per chi volesse cimentarsi anche solo con la lettura, pubblichiamo  di seguito il brano:

 

La quercia del Tasso

Quell’antico tronco d’albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand’essa era frondosa.

Anche a quei tempi la chiamavano così.

Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide.

Meno noto è che, poco lungi da essa, c’era, ai tempi del grande e infelice poeta, un’altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi.

Un caso.

Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la “t” maiuscola e della quercia del tasso con la “t” minuscola. In verità c’era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall’altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso.

Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano “il tasso del Tasso”; e l’albero era detto “la quercia del tasso del Tasso” da alcuni, e “la quercia del Tasso del tasso” da altri.

Siccome c’era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch’egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: “E   il Tasso dell’olmo o il Tasso della quercia?”.

Così poi, quando si sentiva dire “il Tasso della quercia” qualcuno domandava: “Di quale quercia?”.

“Della quercia del Tasso.”

E dell’animaletto di cui sopra, ch’era stato donato al poeta in omaggio al suo nome, si disse: “il tasso del Tasso della quercia del Tasso”.

Poi c’era la guercia del Tasso: una poverina con un occhio storto, che s’era dedicata al poeta e perciò era detta “la guercia del Tasso della quercia”, per distinguerla da un’altra guercia che s’era dedicata al Tasso dell’olmo (perché c’era un grande antagonismo fra i due).
Ella andava a sedersi sotto una quercia poco distante da quella del suo principale e perciò detta: “la quercia della guercia del Tasso”; mentre quella del Tasso era detta: “la quercia del Tasso della guercia”: qualche volta si vide anche la guercia del Tasso sotto la quercia del Tasso.

Qualcuno più brevemente diceva: “la quercia della guercia” o “la guercia della quercia”. Poi, sapete com’è la gente, si parlò anche del Tasso della guercia della quercia; e, quando lui si metteva sotto l’albero di lei, si alluse al Tasso della quercia della guercia.
Ora voi vorrete sapere se anche nella quercia della guercia vivesse uno di quegli animaletti detti tassi.

Viveva.

E lo chiamarono: “il tasso della quercia della guercia del Tasso”, mentre l’albero era detto: “la quercia del tasso della guercia del Tasso” e lei: “la guercia del Tasso della quercia del tasso”.

Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: “il tasso del Tasso”.

Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l’animaletto venne indicato come: “il tasso del tasso del Tasso”.

Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all’ombra d’un tasso perché non ce n’erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: “il tasso barbasso del Tasso”; e Bernardo fu chiamato: “il Tasso del tasso barbasso”, per distinguerlo dal Tasso del tasso.
Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell’animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso.

Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso.”

Giovedì 14 settembre 2017: Caminetto

In sala, sulla veranda, in giardino, ogni angolo della casa dei nostri squisiti ospiti Fiorella e Fabrizio Gallotti, era trasformato in un gustoso buffet, che sommandosi alla buona compagnia ed al piacere di stare insieme hanno dato luogo ad una serata rotariana che ha permesso ai Soci di ritrovarsi dopo l’estate nel migliore dei modi.

I “Caminetti”, e cioè le Conviviali organizzate in casa dai soci, grazie alla disponibilità delle signore, non sono solo l’occasione per gustare prelibatezze culinarie difficilmente eguagliabili da qualsivoglia ristorante per varietà, bontà e cura nell’esecuzione, ma anche un fondamentale apporto ai progetti di Club in quanto efficaci veicoli per la raccolta dei fondi.

Un grazie sincero da tutto il Club.