Il Rotary Tivoli a Trebula Suffenas 11 ottobre 2015

 

                                              

 

di: Carlo Conversi                                             

 

La valorizzazione di tesori nascosti nel territorio,

prima tappa di un progetto culturale promosso 

dal Rotary Club di Tivoli              

 

"Circa 15 km. ad est di Tivoli, sul finire dell’800, l’archeologo Rodolfo Lanciani trovò molti reperti di epoca romana che ritenne essere la villa di una importante famiglia come tante altre presenti nell’area tiburtina. Il sito era già noto fin dal ‘700 per la grande quantità di reperti anche importanti che ne venivano asportati e venduti dagli abitanti dei luoghi. Poi, negli ultimi decenni del ‘900, nuovi studi  compiuti da alcuni archeologi, con  il contributo determinante del tiburtino Franco Sciarretta, hanno dimostrato non trattarsi di una villa ma di una importante città che dalle fonti risulta nota come Trebula Suffenàs, dal nome della locale popolazione, i Suffenates, della stirpe degli Equi.

Nell’area il ritrovamento di materiali ed oggetti di epoca  neolitica danno per certa una presenza umana già dalla fine del secondo millennio a.C.. La posizione geografica, vicino ad un  valico di transito di greggi e merci provenenti da Palestrina o da Tivoli e dirette verso le alte valli del fiume Aniene e gli Abruzzi e la presenza di pendici montane ricche di sorgenti di un’acqua indispensabile alle greggi transumanti, ne hanno garantito lo sviluppo nel tempo fino alla colonizzazione romana che ne fece un municipio retto da duomviri.

A rafforzare l’importanza della città in epoca romana c’è la certezza della provenienza, e dopo della frequentazione dei luoghi, di una delle più influenti famiglie romane i cui  membri hanno ricoperto  anche in età repubblica importanti magistrature : quella dei Plauzi Silvani, la tomba dei quali, tuttora grandiosa struttura ben conservata ma in  stato di grande degrado, si trova accanto al ponte romano  dell’antica Via Tiburtina a breve distanza dalla villa di Adriano. E’ naturale pensare che la presenza di questa famiglia e degli interessi o legami ad essa collegati sia stata di grande importanza per l’espansione della città.

Queste le premesse per una memorabile visita guidata del club alla splendida Villa Manni di Ciciliano che si trova nel bel mezzo dell’antica Trebula, quasi a materna protezione di quanto ne rimane.

 Il merito di avere eseguito quello che si può ben definire un salvataggio archeologico spetta alla famiglia Manni che negli anni ‘50/’60, acquisita la proprietà di una vasta area agricola, dette l’avvio ai lavori di scavo per portare alla luce i resti della citta’ e costruirvi una  villa unica del suo genere. Fu per il proprietario, il Signor Corrado, un periodo di grande impegno, anche finanziario : un cantiere con decine di operai al lavoro per cinque/sei anni, sotto costante controllo della Sovrintendenza; furono quei lavori, negli anni del dopoguerra e di diffusa povertà, una vera manna per l’intera cittadina. Ancora ai nostri giorni, per la necessaria cura e manutenzione,  i lavori continuano  sotto la guida di Donna Francesca Matassi Manni, nipote di Corrado, anche lei appassionata di archeologia e di botanica, in particolare piante e fiori prediletti dai romani  che gli affreschi ci hanno fatto conoscere.

Oggi tra i resti monumentali si trova il foro delimitato da poche restanti colonne, adiacenti locali abitativi o commerciali,  edifici termali ben conservati con preziosi mosaici, fontane e  tratti di strade basolate  in ottime condizioni. Motivo di ciò il dilavamento dei terreni a monte e il conseguente sviluppo di una fitta vegetazione che nel tempo hanno creato una coltre protettiva sull’area archeologica della quale soltanto una piccola parte è stata fino ad oggi portata alla luce.

Ciò nonostante, impressiona la quantità di iscrizioni, fregi marmorei, frammenti di  colonne ed altro  che soltanto la cura dei restauratori è riuscita a salvare e a mostrare inserendoli nei tratti dei muri ricostruiti.  Purtroppo, come in tante simili situazioni,  una gran quantità dei reperti più preziosi come le statue, i capitelli o le colonne di marmo pregiato è andata dispersa mentre altri se ne trovano in musei o ancora nei depositi della Sovrintendenza in attesa di  definitiva collocazione.

Non si può lasciare Ciciliano senza averne visitato la parte medievale che sorge sul colle prospiciente l’area archeologica attorno al castello, come di regola nella migliore posizione per la difesa. Sovrasta l’abitato la mole maestosa del castello Theodoli risalente all’inizio del secondo millennio: fondato dai benedettini  come fortificazione a difesa dei possedimenti dell’Abbazia di Subiaco, passò più volte di mano tra le più importati famiglie della nobiltà romana fin quando, a partire dal ‘500, è entrato in possesso dei Theodoli che da allora, incredibilmente per i tempi, ne mantengono la proprietà.

Merito sopratutto di un suo esponente, il marchese Francesco, che nel 1913 pose mano a notevoli lavori di restauro che hanno fatto arrivare ai nostri giorni il castello in ottime condizioni di abitabilità e accoglienza per i visitatori.

L’attuale proprietario, il marchese Marco, uomo colto, affabile e ottimo padrone di casa, ha guidato la visita del gruppo rotariano agli appartamenti ed al giardino pensile con vista indimenticabile sul verde del circondario. Infine l’intensa  giornata è terminata con un buffet di commiato partecipato dal Sindaco, da esponenti di associazioni culturali e con la gradita presenza di giovani signore abbigliate negli antichi costumi locali.

E’ stato evidente quale importanza ha avuto per la cittadina la nutrita partecipazione del club alla visita di luoghi e ricchezze a molti ancora sconosciuti e il vivo desiderio che per suo tramite se ne possa divulgare la conoscenza.

Anche la valorizzazione del territorio è tra i compiti del Rotary.



Passiamo ora la parola al presidente del Rotary di Tivoli, Ing Gianni Andrei per i ringraziamenti ufficiali:

“ […] grazie per la elegante e raffinata accoglienza a Villa Manni, per la esclusiva appassionata visita guidata a Trebula, condotta dal prof. Franco Sciarretta, per l'accoglienza suggestiva e accurata delle signore in abito tradizionale, per la partecipazione istituzionale del Sindaco di Ciciliano, on. Claudio Timperi, per la superba ospitalità del marchese Theodoli, per la sontuosa e molto curata conviviale nelle sale del Castello, per l'emozionante visita dell'antico scenografico maniero, curata dal prof. Valerio Calvari e dall'Associazione Articolo 9. “